Finocchiaro e Zanghi (28 Settembre - 19 Ottobre 2002)

SCRITTI IN CATALOGO SU A. FINOCCHIARO

Ricami di colore

Alessandro Finocchiaro è Penelope. Lui tesse la tela. Fa ricami di colore di diverse gradazioni, lavora sulla stessa cromia, poi ancora e poi ancora, sembra quasi che sia in attesa di qualcosa o qualcuno. I suoi quadri sono ricami, Alessandro intreccia le pennellate una sull'altra, una accanto all'altra e i soggetti, intrappolati in questo groviglio di maglie, vengono fuori solo in parte, appena percettibili alla fine della composizione. È una visione complessa quella che chiedono i dipinti di Alessandro. Le sue composizioni figurative, entro le quali una sensibilità coloristica e riflessiva ha lavorato, permeano anche i più semplici soggetti che diventano qualcos'altro, non solo uno scorcio di terrazzo, non solo uno sguardo oltre la finestra delinea la sagoma dell'Etna di Alessandro. Perché non è questo ciò che Alessandro Finocchiaro rappresenta ma la modalità di rappresentazione stessa, l'intreccio cromatico e puramente, squisitamente pittorico. Alessandro parla un po' come dipinge, lui fissa lontano un soggetto e ci ricama sopra leggermente, con diverse gradazioni cromatiche, affrontando l'argomento da diversi punti di vista, secondo diverse esperienze, guarda indietro e poi torna ad avanzare, di nuovo, con un altro strato di colore, impalpabile fino a formare una trama fitta fitta. Solo con l'ultimo sguardo compare quasi per caso il soggetto del discorso, quello che lui fin dall'inizio, celata maniera, voleva dire.

Cristina Alaimo

catalogo - Ed. Galleria 61, Palermo 2002, (mostra in galleria, Palermo, ottobre 2002)