Alessandro Finocchiaro realizza dipinti che sembrano essere fotogrammi tratti da riprese cinematografiche.

L’uomo è del tutto assente dalle composizioni, ma possiamo intuire la forza delle sue azioni all’interno dello scenario ritratto, siamo certi della sua presenza lì, in quello stesso luogo, nel passato e nel futuro.

Le composizioni, attraverso il martoriato corpo del colore dalle tonalità oniriche, rappresentano delle concretizzazioni di paesaggi interiori : non denotano alcun atteggiamento d’indulgenza nei confronti della registrazione passiva, retinica della realtà ma creano un universo intimo, tormentato, investito da una continua ricerca di assoluto, di certezze, di griglie, di schemi che possano frenare il vortice continuo all’interno del quale sono intrappolati gli elementi del paesaggio.

Due, del 1998, è un dittico disposto in verticale.

Nella tela in basso una massa densa in primo piano crea una barriera continua, formata da montagne scure immerse in un paesaggio buio; non una luce, se si eccettua qualche pallido guizzo sulla massa dei monti, ricordo – o presagio – di una fioca speranza.

Nella tela in alto le montagne fanno da sfondo all’intera composizione al centro della quale si apre un’ampia vallata. Il cielo è di un candore abbagliante ma la porzione di spazio in primo piano è scura e tormentata.

 

                                                                                             Ambra Stazzone

catalogo - Coop. Promozione, Catania 2001,

(mostra TRAM.sito artecontemporanea, Acireale 2000)