…da quando ho ricevuto la lettera l’antico posto ce l’ho sempre davanti. E’ diventato il luogo dei miei sogni, di quelli deprimenti e di quelli confortanti. Sulla terrazza più alta c’è un albero che segna come un preciso punto mediano. Lo sguardo scende da lassù verso sud, oltre il confine… Questo posto con l’albero in segreto l’ho previsto per me. Là vorrei stare un giorno…

La natura vista  e reinventata attraverso il cinema. Una serie di sequenze di esterni. Paesaggi che prima si sovrappongono, poi si affastellano, infine diventano irreali, inondati da una luce abbacinante o, all’opposto, nascosti all’interno di una densa, quasi corposa ombra.

I dipinti di Finocchiaro sono come fotogrammi isolati di queste sequenze delle quali immaginiamo movimenti, rumori, odori, correnti emotive che permeano l’aria.

La Natura vista e scarnificata attraverso la storia e la memoria ma anche attraverso il filtro attuato dal procedimento tipografico. Alternanza di composizioni dove prevalgono tinte calde e pacate e altre dominate da tinte fredde e aggressive. Luce interna e soffusa. Le immagini di Tomasello tendono a scomparire e di questo lento processo rimangono labili tracce fisiche (gli alberi) che rendono evidente il tormentato esercizio (mentale e materiale) concernente il tentativo di preservare solo l’essenziale.

 Frammenti di riflessioni sull’idea di Natura che si inseriscono nel dibattito generale. Medesimo approccio (etico) al problema. Differenti soluzioni concettuali e formali.

Le due serie di dipinti presentate in mostra da Finocchiaro e da Tomasello apportano un contributo attuale e impegnato ad una meditazione che, divenuta oggi pressante e imprescindibile, accompagna la storia dell’arte dagli inizi, dalle prime pitture rupestri…

 

                                                                               Ambra Stazzone

Pieghevole - Catania 1998 (mostra ex falegnameria comunale, Catania)