Alessandro vive in pantaloni d’acque salmastre, in baie di capperi, in fiordi di velluti verdi setosi trapunti di cobalto viola. Lo scorrere di linfe con percorsi riconoscibili, pallide tonalità a luce soffusa caratterizzate da una vena espressionista dolce e drammatica, dimostrano la particolarità di un pittore in rapporto diretto con la natura. Il rapporto di Alessandro con la natura nasce da una proiezione di nascosto, profondo e trepido delirio, dove stupore, misticismo e angoscia si precisano in immagini difficili e occulte. Dalle alte paste dei colori sale un ronzio cupo e gioioso, un’ansia calma e dolente che è un modo di vivere e di sentire. Ora sulle piccole tele non crescono più paesaggi e nature morte ma sagome, addensamenti silenti. Il giovane Alessandro Finocchiaro, crisantemo tenero, fresco e malinconico … sfacciato e ironico al primo vermut, ci è amico carissimo, che in più di una mezza dozzina d’anni di nostri ravvicinati incontri non ha mai tradito la pittura. E per l’appunto veniamo a rendere affettuoso omaggio alle sue opere, frutto di qualità e di totale autenticità.                                                                                   

 Salvatore Grasso

Acireale 1998 (n.p.)