Pellegrinaggio in città


La storia di un percorso artistico è la storia dell’incontro-scontro col mondo : la storia delle sue e nostre modificazioni.
Ci siamo chiesti più volte quale garanzia di libertà può risiedere nell’invenzione e se sia possibile un’invenzione ancora nel nostro tempo; un desiderio di invenzione carica l’arte del suo carattere d’unicità, ma , di fatto essa è una sintesi di ciò che è accaduto e una accanita esplorazione di possibilità giocate comunque su quella costellazione di esperienze che ogni individualità sedimenta nel proprio percorso di formazione; dall’incontro di questi contenitori, uno che archivia, l’altro che tasta, denso di ipotesi e di progetti, si apre il racconto personale. La sistemazione e la leggibilità di una mostra costituisce la confezione del capitolo di un racconto infinito, un pellegrinaggio che comincia prima dell’autore storico e terminerà nel giorno del giudizio. Di questo racconto particolare siamo adesso testimoni alla sua introduzione e siamo invitati a seguirlo negli esiti che devono ancora manifestarsi.
Nessuna arte, che sia opera colta, luogo di riflessione e di progetto, può prescindere dal confronto critico col mondo, esso genera in Alessandro Finocchiaro il sogno della bellezza nelle atmosfere diurna e notturna di questi. E’ la proposta della festa come momento lirico e resistenziale. E’ paradossale dire, infatti, nel momento in cui la città cade, la festa, il sogno di una città felice e florida anche nei suoi odori notturni; città edenica che riposa calma.
M. Leiris parlando dell’opera di A. Masson scriveva : <<non c’è lirismo in pittura che non poggi sul fatto pittorico propriamente detto; …il pittorico (è) più sensuale che il lineare, il geometrico , opera sì, su valori positivi…, ma tende a farne scoppiare i contorni…balzo verso l’illimitato…ardore allegro…abbandono deliberato al piacere di dipingere>>.
Quello di raccontare è un tentativo; c’è una storia segreta alle spalle di questo pellegrinaggio; annusa l’aria per capire; è con questo che vorremmo darci appuntamento al prossimo capitolo.

Vincenzo Tomasello

pieghevole (mostra Libreria Clockwork, Catania 1997)